CHI SONO

Mi chiamo Moira e sono una fotografa food amante della buona cucina

La prima volta che mi avvicinai ad una fotocamera avevo più o meno 4 o 5 anni. Era di papà ed era pesante. Lui la usava quando si andava al mare o nelle occasioni speciali dove spesso ero la modella. E io ero curiosa.

Non capivo come da una scatola nera potessero uscire le nostre foto semplicemente schiacciando un bottone. Dopo qualche sessione fotografica casalinga con papà, nell’estate del 1984 convinsi mia nonna ad acquistare un noto detersivo in polvere che regalava al suo interno una fotocamera stretta e lunga in plastica, semiautomatica, brutta da vedere, ma molto leggera. Fu la mia prima macchina e da lì a poco avrei iniziato il mio primo anno scolastico.

Arrivò presto il mese di settembre e con lui l’inizio della scuola elementare e io portavo la sardina con me. Mio nonno la chiamava così. Perché la fotocamera era stretta e piatta. La portavo a scuola senza rullino. Mi dava conforto avere una cosa che mi portavo da casa.

Il primo vero servizio fotografico, con rullino, lo feci in seconda elementare, quando le maestre organizzarono una gita di una giornata in montagna. Mi ero attrezzata per bene e tutti i miei compagni mi guardavano come se venissi dalla Luna. Nessuno di loro aveva una fotocamera. Ma io sì.

Feci 24 foto panoramiche che avevo imparato a scattare guardando papà in vacanza. Foto splendide, almeno considerando che avevo 7 anni. Con il tempo quelle foto iniziarono ad avere un colore rosso ruggine un po’ retrò, tipico delle pellicole Fuji. Da quel momento non ho più smesso.

L’anno seguente papà mi regalò una fotocamera automatica abbastanza seria. Era una Canon Prima e lì iniziai a fotografare persone. Più o meno in posa, spesso scocciati dalle mie richieste continue. Ovviamente non si sviluppavano mai. Non potevo permettermi di sviluppare 1 rullino a settimana. I miei non l’avrebbero mai permesso. Così mi scatenavo senza rullino e devo dire che mi è servito ad allenare l’occhio nelle inquadrature. Fossi nata negli anni 2000 sarei andata certamente meglio.

Poi col tempo ho imparato ad usare la vecchia reflex di papà, una splendida Yashica FX3 fino alla prima fotocamera digitale una KODAK DX7590. Il mio primo servizio fotografico a New York lo feci proprio con quella fotocamera che mi era costata un occhio. La comprai con uno dei miei primi stipendi da impiegata. Ma ne valse la pena.

Come mi sono avvicinata alla fotografia food? Direi abbastanza per caso. Un giorno sfogliavo una rivista di ricette mentre aspettavo il mio turno dalla parrucchiera e.. boom! Perché non provare anche io a fare una foto come quelle che si vedono sui libri di cucina? Così mi documentai un po’ sul web e scoprii che tutta la documentazione tecnica era solo in inglese. Iniziai così a visitare siti di fotografi famosi del ramo alimentare e mi sono promessa di voler intraprendere questa strada, anche se da non professionista.

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